A.N.M.I. Associazione Nazionale Marinai d'Italia Gruppo di Sarzana

A.N.M.I. SARZANA

MEDAGLIE D'ORO PERSONALE VOLO

"L'immensità del mare è sorella maggiore del grembo materno". (Erri De Luca)

Come già detto nella pagina "inizi della componente volo" la neocostituita componente aerea della Marina ebbe un fortissimo sviluppo durante la Prima Guerra Mondiale e dagli iniziali 38 piloti, 396 uomini di supporto, tre stazioni di idrovolonti, tre dirigibili e 15 aerei idrovolanti alla fine del conflitto arrivò a 791 piloti, circa 10.000 uomini di supporto, 25 dirigibili,552 idrovolanti e 86 aeroplani, con punte massime di 1.100 idrovolanti e 130 aerei durante il conflitto.
Al termine della guerra le aeronavi della Marina avevano compiuto 1.355 missioni di esplorazione e 1.500 di ricognizione. Le perdite complessive furono pari a 391 aeroplani e 7 aeronavi ed a 40 idrovolanti persi in combattimento corrisposero ben 130 idrovolanti persi dagli austriaci. In totale morirono 120 uomini, di cui 51 ufficiali, per quanto concerne i reparti Aerei e 27 uomini, di cui 14 Ufficiali, per quanto riguarda le aeronavi.
Fra le principali onorificenze spiccano le e Medaglie d'oro al Valor Militare guadagnate dai TT.VV.Giuseppe Garbarino ed eugenio Casagrande, oltre a 187 medaglie d'argento e 216 medaglie di bronzo.

 

 

 

T. V. Giuseppe GARASSINI GARBARINI
Medaglia d'oro al Valor Militare


Nelle officine tecnico esperto, rese preziosi servizi all'aviazione istruendo nuovi piloti. Sui dirigibili prima, poi capo squadriglia e comandante di stazione aerea, spiegò mirabili qualità di organizzatore. In varie azioni di guerra con esemplare ardimento condusse numerose squadriglie a bombardare i muniti obiettivi militari nemici finché, sprezzante di ogni pericolo, fulminato nell'aria da mitragliera nemica, orgoglioso e sereno dette alla Patria in olocausto la vita, lasciando di sé esempio fecondo di nuovi ardimenti.
Alto Adriatico

 

Nacque a Loano (Savona) l'8 gennaio 1885. Allievo dell'Accademia Navale di Livorno nel 1901, nel 1905 conseguì la nomina a Guardiamarina, ottenendo poi la promozione a Sottotenente di Vascello nel 1908.
Non appena l'Aviazione iniziò ad affermarsi chiese ed ottenne di frequentare il Corso di pilota e, conseguito il brevetto, partecipò alla Campagna di Libia nel 1911-12, ottenendo una Medaglia d'Argento al Valor Militare per i suoi arditi voli in Cirenaica.
Nel 1° conflitto mondiale partecipò a numerosissime difficili missioni di guerra, guidando la propria squadriglia in azioni di bombardamento su obiettivi terrestri e su basi navali avversarie, particolarmente difese contro le incursioni aeree, e sul cielo di Pola, l'11 febbraio 1917, cadde colpito da mitraglia nemica.


Altre decorazioni:  Medaglia d'Argento al Valore Militare (Cirenaica, 1912-1913).




 

 


T.V. Eugenio CASAGRANDE
Medaglia d'oro al Valor Militare


Con costante serenità e cosciente sublime ardimento, compiva una serie di mirabili audacissime gesta per le quali, mediante la entusiastica illuminata dedizione all'arduo compito assunto, veniva aperta la via al raggiungimento di importanti obiettivi militari e di alte finalità nazionali.
Alto Adriatico, luglio - agosto 1918

 

  • Nacque a Roma il 3 settembre 1892. Allievo dell'Accademia Navale di Livorno dal novembre 1911, nel 1914 conseguì la nomina a Guardiamarina. All'inizio del primo conflitto mondiale passo ad operare nell'aviazione navale; non vi è forse, nella prima guerra mondiale, pur cosi ricca di vicende drammatiche ed atti di eroismo, una pagina cosi bella a suggestiva come quella scritta dal Tenente di Vascello Casagrande, pilota di idrovolanti e comandante di dirigibili.
    Al termine del conflitto fu nominato Conte di Villaviera, dal nome di un cascinale posto nel mezzo delle paludi adriatiche, nelle quali egli, nell'estate 1918, ammarò di notte in ben 16 missioni di recupero informatori.
    Partecipò all'impresa fiumana di D'Annunzio e nel 1923 transitò nell'Arma Aeronautica, dove raggiunse il grado di Generate di Brigata Aerea, nel R.O..
    Fu Deputato al Parlamento nella XXVII legislatura per la Circoscrizione del Lazio e dell'Umbria. Il 4 novembre 1925 effettuo con l'idroplano "Alcione", una transvolata oceanica. Mori a Venezia il 1° dicembre 1977.
    Altre decorazioni:
  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Durazzo, San Giovanni di Medua, 1916);
  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Alto Adriatico, febbraio-luglio 1918).

 

BANDIERA FORZA AEREA DELLA REGIA MARINA

 

Nel 1916 vi fu l'istituzione, presso l'Ufficio del Capo di Stato Maggiore, dell'Ispettorato dei sommergibili e dell'Aviazione, mentre nel 1917 venne costituita la Prima Squadriglia Navale di siluranti Aeree, che fu comandata dal marzo 1918 da Gabriele D'Annunzio, che ne coniò il motto "Sufficit Animus"
Nel 1921, alla conferenza di Washington, l'Italia ottenne che le fosse concesso di costruire una portaerei con il dislocamento equivalente ad almeno due navi e fu cosi che nel 1923 entrò in linea la Regia Nave Appoggio Aerei Giuseppe MIraglia, ovvero una "porta-idrovolanti". Tale unità, pur rimanendo in linea fino al 1950, rimase tuttavia un esperimento senza seguito, anche a causa dell'ìentrata in vigore della Legge n° 645 del 28 marzo 1923, con la quale venne istituita la Regia Aeronautica.

 

La bandiera della Forza Aerea della Regia Marina fu insignita, l'8 ottobre 1920, da parte del Re Vittorio Emanuele III, della Medaglia d'argento al Valor Militare con la seguente motivazione:

"Per l'eroico ed indomito valore dei suoi combattentidette, sempre e ovunque, un magnifico contributo di ardimento, di tenacia e di sacrificio alla causa della Patria, recando al conseguimento della vittoria il più fervido ausilio .(1915-1918)


 

 

 

 


Con la legge n° 220 del 22 febbraio 1937 e la conseguente costituzione dell'Aviazione per la Marina, parte integrante dell'Arma Aeronautica, la marina, al pari dell'Esercito, venne a pardere per boltre 50 anni la propria autonomia nella gestione deglia aerei.

Di conseguenza, durante la Seconda Guerra Mondiale, il personale della Marina partecipò alle iomprese aviatorie solatantocon gli Ufficiali qualificati Osservatori di Volo, con il conseguimento di 8 Medaglie d'oro al Valor Militare da parte dei:


Salvatore GATTONI

 

 

T.V. Salvatore GATTONI

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

Valoroso ed esperto ufficiale osservatore partecipava a numerose precedenti ricognizioni strategiche per la ricerca e la segnalazione del nemico sul mare.
Durante la vittoriosa battaglia del 12 agosto 1942, avvistata una potente formazione avversaria comprendente tre portaerei, mentre si accingeva a segnalarne la presenza veniva improvvisamente assalito da cinque velivoli da caccia nemici. Benché in condizioni di assoluta inferiorità faceva fronte con indomito coraggio alla disperata contingenza. Due caccia venivano abbattuti da preciso fuoco della mitragliera ed un terzo si allontanava colpito. Ferito gravemente, incurante di se, incitava l'equipaggio al combattimento mentre i due caccia superstiti attaccavano rabbiosamente a minima distanza. Il radiotelegrafista moriva al suo fianco, gli altri compagni erano tutti feriti, l'apparecchio colpito irrimediabilmente precipitava in mare e subito affondava. Malgrado le condizioni di grave menomazione fisica riusciva con grande rischio a trarli tutti a salvamento sul battellino. Si iniziava così una eroica odissea che neppure quando una nave nemica passò nelle vicinanze egli volle troncare con la sicura salvezza preferendo sfidare con i suoi compagni l'ignoto anziché cadere in prigionia. Dopo tre giorni di eroica resistenza e quando ogni speranza pareva perduta veniva tratto in salvo da un sommergibile alleato.
Per nulla scosso dalla perigliosa avventura, chiedeva ed otteneva di rientrare al reparto d'impiego dove, sempre con maggiore entusiasmo, effettuava numerose ricognizioni alturiere, ricerche naufraghi e caccia a sommergibili, riuscendo a colare a picco un sottomarino nemico; colpito da azione avversaria non rientrava da una missione di guerra su quel mare che numerose volte aveva sorvolato in difesa della Patria in armi. Raro esempio di eccelse virtù militari e assoluta dedizione alla Patria e al dovere.
Cielo del Mediterraneo Occidentale, 12 agosto 1942 - 23 aprile 1943

 

 

Nacque a Venezia il 14 luglio 1916. Allievo all'Accademia Navale di Livorno dal 1935, nel 1938 conseguì la nomina a Guardiamarina stando imbarcato sull'incrociatore Bolzano, allora dislocato in E.O.
Promosso Sottotenente di Vascello nel 1939, imbarcò sull'incrociatore Bartolomeo Colleoni, anch'esso in Estremo Oriente e diretto in Italia, ed al rimpatrio imbarcò prima sulla torpediniera Cassiopea e poi sulla torpediniera Altair, con la quale partecipò alle prime missioni di guerra nel secondo conflitto mondiale. Promosso Tenente di Vascello in data 22 ottobre 1941, nel gennaio dell'anno successivo frequentò il corso di Osservazione Aerea, al termine del quale raggiunse la 287a Squadriglia Idrovolanti da ricognizione strategica e di scoperta. Duranle la battaglia aeronavale del 12 agosto 1942, che vide le forze italiane vittoriose, durante un volo di ricognizione, affrontato da cinque velivoli avversari, accettò l'impari lotta, abbattendone due finché, gravemente ferito, precipitò in mare con l'aereo. Riuscito, con le sue ultime forze, a porre sullo zatterino i compagni feriti, con loro venne tratto in salvo dopo tre giorni.
Rimessosi dalle ferite e ripreso il servizio, effettuò ancora pericolose missioni di ricognizione d'altura, ricerche naufraghi e caccia sommergibili, riuscendo a colare a picco un sommergibile nemico. Il 23 aprile 1943 nell'espletamento di una missione di esplorazione, scompariva nel cielo del Mediterraneo occidentale.
Altre decorazioni e riconoscimenti per merito di guerra:

  • Croce di Guerra al Valore Militare (maggio 1942);
  • Croce di Guerra al Valore Militare (giugno 1942);
  • Avanzamento al grado di Tenente di Vascello (1943).

Antonio FORNI

 


T.V. Antonio FORNI
Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

Partecipava, due volte nella stessa giornata, all'attacco contro una potente formazione navale nemica scortata da portaerei. Entrambe le volte attaccato da preponderanti forze da caccia, contribuiva all'abbattimento sicuro di tre apparecchi nemici e a quello probabile di un quarto. Nel secondo combattimento, con l'apparecchio ripetutamente colpito e con i feriti a bordo, protraeva la strenua difesa del velivolo sino a quando gli attaccanti, duramente provati erano costretti a ripiegare. In una successiva azione di siluramento contro un incrociatore nemico, nella quale il suo velivolo aveva compito di impegnare al massimo il fuoco dell'incrociatore per consentire, ad altro aerosilurante, di effettuare il lancio con esito sicuro, incurante del rischio mortale permaneva sotto il tiro concentrato permettendo così il pieno raggiungimento dello scopo.
Centrato dal fuoco della nave, precipitava in mare: superbo esempio di tenace ardimento e di dedizione fino al sacrificio.
Cielo del Mediterraneo, 23 luglio 1941

 

Leonardo MATONI

 

 

T.V. Leonardo MADONI

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

Abilissimo, valoroso ed intrepido ufficiale osservatore, partecipava con oltre 400 ore di volo a numerosissime rischiose missioni belliche alturiere per la ricerca di navi nemiche. Durante un'esplorazione a grande distanza dalla base, il suo velivolo veniva improvvisamente attaccato da un aereo nemico e costretto all'ammaraggio con i comandi tranciati.
Colpito, fin dalla prima raffica, alla testa, alla gola e alla spalla, nonostante il dolore lancinante e la perdita di sangue generoso dalle multiple ferite, organizzava la difesa contro il nemico che dall'altro per un'ora intera mitragliava il velivolo, oramai inerme sul mare. Sotto le incessanti raffiche, con serena fermezza ed altissimo senso del dovere, conscio che le forze lo avrebbero presto abbandonato, suggeriva al marconista le riparazioni da fare all'apparecchio radio per chiedere soccorsi e determinava sulla carta il punto. Poi, mentre il velivolo affondava, e soltanto dopo che tutto l'equipaggio si era imbarcato, consentiva a farsi trasportare sul battellino di salvataggio. Durante dieci lunghe penose ore passate in mare in attesa di soccorsi, il suo contegno sereno e fiducioso nella comune salvezza infondeva fede e conforto in tutti i suoi uomini. Trasportato alla base da un aereo di soccorso, decedeva dopo poche ore, pago di aver compiuto il suo dovere verso la Patria e di essere riuscito col suo ultimo eroico sforzo di volontà, ad assicurare la salvezza degli uomini a lui affidati.
Sublime esempio delle più alte virtù di comandante e di soldato, profondamente intese e virilmente dimostrate con l'estremo sacrificio.
Cielo del Mediterraneo, giugno 1940 - 26 settembre 1941

 

Nacque a Manciano (Grosseto) il 20 novembre 1912. Arruolato nella Regia Marina per obbligo di leva ed ammesso al Corso Ufficiali di complemento nell'ottobre 1933, nel 1935 conseguì la nomina a Guardiamarina, stando imbarcato sul cacciatorpediniere Borea. Nello stesso anno, a domanda, frequento a Taranto la Scuola di Osservazione Aerea ed ottenuto il brevetto, passò ad operare nella 185a Squadriglia di base in Egeo. Promosso Sottotenente di Vascello nel 1938, imbarcò prima sull'incrociatore Luigi Cadorna e poi sull'incrociatore  Eugenio di Savoia e passato in servizio permanente effettivo, fu destinato alla 183a Squadriglia Idrovolanti di Elmas (Sardegna), nella quale ebbe modo di distinguersi per il suo coraggio e per la sua abilità di osservatore, non appena l'Italia entro nel secondo conflitto mondiale.
Dall'agosto 1940 al gennaio 1941 operò in Libia con la 143a Squadriglia di Bengasi. Passò poi ad operare con la Squadriglia Idrovolanti di base a Ragusa (Sicilia) con la quale, il 20 settembre dello stesso anno, durante un volo di esplorazione a grande distanza dalla base, l'aereo "S.506" della 170a Squadriglia sul quale era imbarcato venne attaccato e colpito da aereo nemico e costretto all'ammaraggio; benché egli stesso fosse stato colpito fin dalla prima raffica alla testa, alla gola ed alla spalla, organizzava la difesa e suggeriva al marconista le operazioni necessarie alla rimessa in efficienza dell'apparato radio e determinava il punto di caduta sulla carta nautica.
Rifiutò serenamente di essere trasportato sul battellino se non dopo che tutto l'equipaggio dell'aereo aveva preso posto. Soccorso dopo dieci ore dall'abbattimento, spirò in seguito alle gravi ferite riportate, all'ospedale di Barce (Cirenaica) il 4 ottobre 1941.
Altre decorazioni:

    - Medaglia d'Argento al Valore Militare (Cielo del Mediterraneo centrale, giugno 1940).

 

 


Giuseppe MAJORANA

 

 

S.T.V. Giuseppe MAJORANA

Medaglia d'oro Valor Militare alla memoria

Abile e valoroso osservatore a bordo di un idro da Ricognizione Marittima, dopo aver avvistata una formazione navale ed averne trasmesso i dati relativi al moto, mentre, d'accordo col primo pilota, dirigeva per eventuale opera di soccorso verso un apparecchio silurante che precipitava in mare, veniva attaccato da sei caccia di cui due venivano abbattuti ed uno probabilmente. Dopo l'ammaraggio avvenuto con l'apparecchio in fiamme, nonostante fosse già ferito, si prodigava, malgrado l'abbondante perdita di sangue per approntare il battellino di salvataggio.
Raggiunto da altri proiettili, ferito mortalmente alla bocca, impossibilitato ad articolare parola e conscio della propria imminente fine, determinava stoicamente la posizione del battellino e con cenni indicava la rotta migliore da eseguire per raggiungere la terra, onde i camerati potessero trarne possibilità di salvezza.
Prossimo all'agonia, cosciente del suo stato, con sovrumana energia, indicava ancora ai compagni il lontano profilo della costa, quindi serenamente e gloriosamente decedeva.
Cielo del Mediterraneo, 27 settembre 1941

Nacque a Genova-Nervi il 2 luglio 1910. Allievo Ufficiale di complemento nel 1930, nel 1931 conseguì la promozione a Guardiamarina e l'anno successivo fu congedato per termine dell'obbligo di leva. Richiamato alle armi nel 1935, per esigenze di carattere eccezionale, fu destinato al Battaglione "San Marco" con il quale partecipò alla Campagna italo-etiopica ed alla marcia su Addis Abeba.
Promosso Sottotenente di Vascello nell'agosto 1936, alla fine dello stesso anno fu nuovamente posto in congedo, riprendendo il suo servizio nella Marina Mercantile. Nuovamente richiamato nell'aprile 1939 per le esigenze d'Albania ed imbarcato sul cacciatorpediniere Carabiniere, dallo scoppio delle ostilità partecipò a tutte le missioni della sua unità ed alla battaglia navale di Punta Stilo.
A domanda, frequentò il Corso di Osservazione Aerea ad Orbetello e, ottenuto il brevetto, passò ad operare nell'ambito di una Squadriglia di idrovolanti, compiendo numerose missioni di guerra e distinguendosi particolarmente, dal marzo al luglio 1941, in difficili missioni di esplorazione. Il 27 settembre 1941, in missione di ricognizione marittima sul cielo del Mediterraneo, avvistò una importante formazione navale inglese a segnalò i dati relativi alla scoperta. Il suo idrovolante fu attaccato da 6 caccia nemici, di cui ben 5 furono da lui abbattuti. Ferito alla bocca da due proiettili e con l'aereo in fiamme riuscì ad ammarare a trovò anche la forza di indicare ai compagni, con cenni, la rotta più sicura per raggiungere terra con il battellino, e poi serenamente spirò.


Altre decorazioni:
       - Medaglia d'Argento al Valore Militare sul Campo (Cielo del Mediterraneo occidentale, 25 marzo - 22 luglio 1941).


Gorgio MARTUCCIELLO

 

 

S.T.V. Giorgio MARTUCCIELLO
Medaglia d'oro Valor Militare alla memoria


Ufficiale osservatore entusiasta, combattente brillante, valoroso e sprezzante di ogni rischio, durante innumerevoli arditi voli di guerra, faceva rifulgere magnifiche doti di eroico trascinatore, trasfondendo in tutti la sua grande passione.
Rifiutava per due volte l'avvicendamento, pur avendo compiuto il più elevato numero di arditi voli di guerra, per l'onore di continuare a servire in primissima linea la Patria in armi. Da una importante e rischiosissima missione non faceva ritorno.
Sprone ed esempio ai valorosi, sintesi delle più elette doti della gioventù italica, espressione purissima del valore costante, silenzioso ed eroico.
Cielo del Mediterraneo, agosto 1940 - aprile 1942

Nacque a Livorno il 17 dicembre 1918. Diplomato Capitano Marittimo presso l'Istituto Nautico di Livorno nel 1937, imbarcò subito su unità mercantile, e nel 1939 fu arruolato nella Regia Marina per obbligo di leva.
Ammesso alla frequenza del Corso Ufficiali di complemento all'Accademia Navale di Livorno, nel novembre dello stesso anno conseguì la nomina a Guardiamarina ed imbarcò prima sul cacciatorpediniere Camicia Nera e poi sulla torpediniera Partenope, dove si trovava imbarcato all'inizio delle ostilità del 10 giugno 1940. Nel luglio dello stesso anno, a domanda, frequentò a Taranto il Corso di Osservazione Aerea e, ottenuto il brevetto, venne destinato ad operare nell'ambito della 184a Squadriglia presso la quale ottenne la promozione a Sottotenente di Vascello, il 3 aprile 1942.
L'11 aprile, otto giorni dopo la sua promozione, nello svolgimento di una importante ricognizione, colpito ed abbattuto l'aereo su cui operava, scomparve in mare a poche miglia da Capo Granitola.  

 

Gino NAIS

 

S.T.V. Gino NAIS
Medaglia d'oro Valor Militare alla memoria


Tre volte decorato al valor militare, promosso per meriti di guerra, volontario di Spagna, non conobbe limiti prodigandosi sempre oltre il dovere.
Ufficiale osservatore a bordo di un idrovolante da ricognizione marittima, avvistava nei pressi di Malta, al ritorno da una missione alturiera, una unità da guerra nemica. Nonostante le nette condizioni di inferiorità di mezzi e di armamento, decideva in comunanza di pensiero e di azione con 1° pilota, l'attacco con bombe antisommergibili, le sole disponibili a bordo.
Sotto la furiosa caccia di due velivoli nemici passava risolutamente al contrattacco riuscendo ad abbatterne uno.
Già colpito nell'impari lotta, continuava con supremo sprezzo della vita a battersi, fino a che una nuova raffica lo fulminava sulla sua mitragliatrice. Così coronava fulgidamente ed eroicamente la sua vita di Cielo di Malta, 3 luglio 1940

Nacque a Moggio Udinese (Udine) il 21 giugno 1910. Arruolato alle armi per obbligo di leva ed ammesso alla frequenza del Corso Ufficiali di complemento presso l'Accademia Navale di Livorno, nell'aprile 1932 conseguì la nomina a Guardiamarina ed imbarco sull'incrociatore Gorizia. Nel 1933, dopo un periodo trascorso nell'ambito della Squadriglia MAS di La Maddalena, fu congedato per il termine dell'obbligo di leva e nel 1935, per esigenze di carattere eccezionale, fu richiamato alle armi e destinato presso il Ministero della Marina.
Nel 1938, a domanda, partecipò in Spagna ai combattimenti sul fronte di Aragona, dove ottenne una Medaglia di Bronzo al Valor Militare, ed alla battaglia della Catalogna, dove conseguì una seconda Medaglia di Bronzo al Valor Militare, la promozione a Sottotenente di Vascello ed il passaggio in s.p.e. per merito di guerra. Rimpatriato nel 1939 imbarco sull'incrociatore Trieste e nel marzo 1940 frequentò il Corso di Osservazione Aerea a Taranto, conseguendo il brevetto di Osservatore.
Passato ad operare nella 170a Squadriglia ldrovolanti di Augusta, nella missione di guerra del 3 luglio 1940, sul cielo di Malta, in comunanza d'intenti con il primo pilota, attaccò con le bombe antisommergibile di cui era dotato il velivolo una unità da guerra inglese, fortemente armata di artiglieria contraerea e scortata da velivoli da caccia. Nell'azione cadeva fulminato da pallottola nemica al suo posto di combattimento, sulla sua mitraglia, che aveva abbattuto un caccia nemico.
Altre decorazioni a riconoscimenti per meriti di guerra:

  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Fronte d'Aragona - marzo - aprile 1938);
  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Fronte Catalogna - dicembre 38 - febbraio 39);
  • Promozione al grado di Sottotenente di Vascello (1939);
  • Passaggio in servizio permanente effettivo.


  • Goffredo Franchini

 

S.T.V. Goffredo FRANCHINI
Medaglia d'oro Valor Militare alla memoria

 

Ufficiale osservatore abilissimo, volontario per le più aspre ed ardite azioni di guerra, aveva portato sempre brillantemente a termine, in un aura di entusiasmo e di fede, tra i rischi più gravi, tutte le missioni affidategli.
Sulla via del ritorno da un'azione bellica alturiera, compiuta su velivolo terrestre, attaccato da soverchianti forze aeree nemiche, sosteneva, con coraggio superbo e valore mirabile, l'impari lotta, incitando con l'esempio e con la parola i compagni di volo nel duro combattimento.
Rimasto ucciso il primo pilota, feriti tutti quanti gli altri di bordo, abbattutosi l'apparecchio sul mare egli, assumendone il comando, dava immediatamente disposizioni e istruzioni per porre in mare la zattera pneumatica. Quindi si trascinava su di un'ala del velivolo per dirigere l'opera di salvataggio. Conscio che la sua presenza a bordo della zattera avrebbe compromesso la salvezza degli altri, rifiutava l'aiuto che i compagni insistentemente gli offrivano e, sanguinante, dall'alto dell'ala semisommersa, li incitò ad allontanarsi salutandoli.
Poco dopo il mare ricoperse l'eroe e l'ala relitta.
Cielo del Mar Rosso, 8 luglio 1940.

 

Nacque a Genova il 22 gennaio 1909. Conseguito il diploma di Capitano Marittimo prese imbarco su unità della Marina Mercantile e nell'agosto 1929, per obbligo di leva, venne arruolato nella Regia Marina, assegnato alla categoria Timonieri e destinato nella sede di La Spezia. Nel dicembre dello stesso anno, in accoglimento di domanda, venne ammesso alla frequenza del 25° Corso Ufficiali di complemento e nel maggio 1930 conseguì la nomina a Guardiamarina. Imbarcò su siluranti di superficie e nel giugno 1931 frequentò il Corso di Osservazione Aerea presso la Scuola di Taranto da dove, conseguito il brevetto e la promozione a Sottotenente di Vascello, raggiunse la 146a Squadriglia Idrovolanti con sede a Terranova Pausania.
Entrò per concorso nel Ministero per l'Africa Italiana, per cui fu posto in congedo e prestò servizio civile in Africa orientale nell'incarico di Aiutante coloniale del Governatore dell'Harrar.
Richiamato in servizio per esigenze eccezionali il 6 giugno 1940, venne destinato presso la Base aerea di Gura (Massaua) a l'8 luglio 1940, durante una missione di guerra nel cielo del Mar Rosso, fu colpito dal fuoco della contraerea ed abbattuto, ma riuscì a mettersi in salvo con l'equipaggio a bordo del piccolo battellino; resosi conto che per le sue ferite la sua presenza avrebbe certamente pregiudicato la salvezza dei suoi compagni, si lasciò coscientemente abbandonare in mare, scomparendo tra i flutti.

 

Bruno CALEARI

 

S.T.V. Bruno CALEARI
Medaglia d'oro Valor Militare alla memoria

 

 

Già combattente nell'Africa Orientale Italiana non aveva conosciuto alcun limite di coraggio e di sacrificio, nel superamento di se stesso per servire la Patria oltre il dovere.Osservatore a bordo di un idrovolante in ricognizione strategica, attaccato da tre velivoli da caccia nemici, veniva mortalmente ferito al petto mentre si accingeva alla difesa.
Colpito una seconda volta al capo e, sempre sotto il fuoco dell'avversario, mentre l'idrovolante era costretto ad ammarare per le avarie riportate, stoicamente determinava l'esatta posizione dell'apparecchio impartendo al marconista istruzioni e consigli per la trasmissione dei segnali di soccorso, onde i camerati potessero trarne possibilità di salvezza. Prossimo alla agonia cosciente del suo stato, con sovrumana energia e con la disperata volontà, dava ancora preziosi consigli per l'organizzazione della difesa.
Quindi serenamente decedeva. Col suo ultimo respiro passò sul mare un soffio di epopea.
Mediterraneo occidentale, 9 luglio 1940

Nacque a Sussak (Fiume) il 1° giugno 1908. Dopo aver conseguito nel 1926 il diploma di Capitano Marittimo presso l'Istituto Nautico di Fiume imbarcò, per circa due anni, su unità mercantili del Lloyd Triestino e della Società di Navigazione Adria fino a quando, il 1° dicembre 1928, fu ammesso a frequentare l'84° Corso Ufficiali di complemento presso l'Accademia Navale di Livorno, conseguendo la nomina ad Aspirante Guardiamarina il 1° gennaio dell'anno successivo e prendendo imbarco prima sul sommergibile  Des Geneys a poi sull'esploratore  Vivaldi dove, il 10 ottobre, conseguì la promozione a Guardiamarina.
Posto in congedo per termine dell'obbligo di leva il 27 agosto 1930, riprendeva il suo posto nella Società di Navigazione Adria fino al luglio del 1935, quando fu richiamato in servizio per esigenze di carattere eccezionale. Imbarcato sul cacciatorpediniere Vivaldi partecipò in Mar Rosso alla Campagna etiopica ed il 21 agosto 1936 conseguì la promozione a Sottotenente di Vascello ed il passaggio nel Ruolo Speciale. Dal settembre 1936 all'aprile 1937 frequentò il Corso di Osservazione Aerea a Taranto e, conseguito il brevetto, operò prima nella 182a Squadriglia Idrovolanti di Nisida, poi nella 184a di Augusta ed infine, dal 24 gennaio 1940, nella 148a di Vigna di Valle.
All'entrata in guerra dell'Italia, il 10 giugno 1940, raggiunse una base operativa in Sardegna da dove operò in missioni di ricognizione strategica nel cielo del Mediterraneo occidentale. Il19 luglio 1940, durante una di queste missioni, l'aereo fu attaccato da tre caccia nemici che lo danneggiarono e lo costrinsero ad ammarare. Nel combattimento il Caleari trovò eroica morte.

 

 

10 GIUGNO 2010-MEDAGLIA D’ORO AL MERITO DI MARINA
TERZO GRUPPO ELICOTTERI


Alla Bandiera del Terzo Gruppo Elicotteri della Marina Militare Il Terzo Gruppo Elicotteri, la notte tra il 23 e il 24 gennaio 2008, ha condotto una complessa operazione di soccorso, con condizioni meteo-marine estreme e rischiose, traendo in salvo i componenti l’equipaggio dell’imbarcazione “Samod Rea” in balia delle onde. L’operazione di salvataggio, durata per oltre 12 ore, ha richiesto allestimento ed intervento in successione di tre Elicotteri, al fine di porre in essere plurimi ed ininterrotti tentativi per portare in salvo l’equipaggio dell’imbarcazione. Il felice esito dell’operazione, nonostante le sopravvenute complicazioni determinate dalla rottura del cavo del tender dell’imbarcazione in difficoltà, quando l’autonomia residua del velivolo non ammetteva più indugi, denotano eccezionale senso del dovere, freddezza, determinazione e straordinario coraggio e perizia marinaresca dei soccorritori. Fulgido esempio di grande umana solidarietà e generosa abnegazione che sono alla base delle virtù militari.

Canale di Malta, 24 Gennaio 2008